I Molti Volti del Male: Il Drago esplora il Multiverso Villainous
Buonasera e bentornati. Vedo con piacere che, se siete qui, il vostro viaggio verso l’oscurità prosegue. Bene, davvero molto bene. Il nostro è un sentiero che conduce all’oblio, un cammino verso il cuore del male. Abbiamo iniziato analizzando gli iconici cattivi Disney, ma il male ha innumerevoli fonti e sfaccettature (e credetemi, ne so qualcosa).
La malvagità non abita solo nelle fiabe e non è solo frutto di magia. Quanti antagonisti hanno tentato di ghermire il potere assoluto usando tecnologia, armi, finanza o spietati omicidi? Venite con me: imparate ad anelare ciò che è proibito e desiderate la rovina altrui. Insieme otterremo un potere immenso e regneremo sovrani!
Ops, chiedo scusa… sto divagando. Torniamo al tavolo da gioco. Il Male sta per tornare con: Marvel Villainous: Infinite Power
Il Piano Malvagio è così suddiviso:
- IL RESPIRO DEL DRAGO (Introduzione)
- LA PERLA DEL DRAGO (Cosa mi è piaciuto)
- FRAMMENTI DI SCAGLIE (Meccaniche e sottigliezze)
- IL TESORO DEL DRAGO (Storia, curiosità e segreti)
- L’OMBRA DEL DRAGO (Cosa non mi è piaciuto)
- LE SCAGLIE DEL DRAGO (Il Voto)
- IL VERDETTO DEL DRAGO (Conclusioni)
IL RESPIRO DEL DRAGO
Questa volta ci immergeremo nell’Universo Marvel o, vista la vastità dei fumetti e della nota filmografia, nel Multiverso delle possibilità e delle conseguenze. Anche in questo capitolo il gioco è totalmente asimmetrico e ci permette di impersonare uno dei cinque villain inclusi nell’”Evil Pack”: Thanos, Ultron, Hela, Killmonger e Taskmaster.
Il titolo presenta similitudini e discrepanze rispetto al suo predecessore disneyano. La struttura resta asimmetrica, con plance uniche e miniature dedicate (anche se, purtroppo, questa volta si è passati dalla resina alla plastica). Ogni cattivo possiede i suoi mazzi specifici che ripercorrono le sue imprese; le dinamiche sembrano attingere più ai fumetti che al Marvel Cinematic Universe, un dettaglio che i puristi apprezzeranno molto.
Una precisazione necessaria: come già accennato nel capitolo precedente del nostro percorso evolutivo verso il male (mio giovane Padawan), questo gioco è totalmente Stand-Alone. Non è compatibile con gli altri titoli della saga (Disney o Star Wars), ma solo con le proprie espansioni. Sono tre filoni distinti che evolvono nel proprio universo narrativo.
Ma bando alle ciance, entriamo nel vivo con:
LA PERLA DEL DRAGO
Ho apprezzato molto l’accento sulla strategia pura. Qui introduco una delle differenze fondamentali: il Mazzo Fato è unico e condiviso tra tutti i giocatori. Sebbene ognuno abbia la propria plancia e i propri obiettivi, l’Universo diventa un terreno di scontro comune. In Marvel Villainous, ostacolare l’avversario piazzando eroi, ostacoli e trappole non è solo un dispetto, ma una necessità tattica per rallentare gli altri e “vincere sul tempo”.
La tattica e l’ordine delle mosse diventano cruciali. Se il Villainous base (Disney) può essere considerato quasi un entry level (grazie alla sua immediatezza), la versione Marvel è un “gioco da tavolo” più strutturato, che richiede interazione costante e una curva di apprendimento più ripida. Sta a voi decidere se sia un pregio o un difetto; data la sezione in cui ci troviamo, avrete già capito come la penso.
E poi, chi non vorrebbe sottomettere quegli insopportabili Avengers? Con le loro tutine attillate e le loro freccette… Detto ciò, passiamo alla fase due del piano:
FRAMMENTI DI SCAGLIE
Sfrutto questa sezione per illustrare ai lettori gli obiettivi dei nostri carismatici antagonisti:
- KILLMONGER: Deve ottenere il controllo delle miniere del Wakanda e piazzare due “Esplosivi” nei domini avversari. Userà la sua ira per contrastare Black Panther, la sua nemesi assoluta.
- ULTRON: Conquistare il mondo con un floppy disk? Quasi. Deve rivelare le quattro fasi di “Age of Ultron” (carte Upgrade) con costi crescenti. Il suo rivale è Visione, l’essere più fortunato e sfortunato della storia contemporaneamente.
- HELA: Il suo obiettivo è accumulare otto Marchi dell’Anima o Alleati nel suo dominio. Poiché gli alleati scarseggiano, dovrà marchiare gli eroi nemici che, una volta sconfitti, l’aiuteranno a raggiungere il traguardo. (Ipnosi, spostati proprio!).
- THANOS: Il suo obiettivo è vendere magliette della salute a Thor… no, scherzo. Ovviamente deve collezionare le sei Gemme dell’Infinito. Queste appaiono nel mazzo Fato e vengono assegnate agli alleati degli altri giocatori. Thanos dovrà inviare i suoi scagnozzi nei domini altrui per reclamarle. Vi ricorda qualcosa? Esatto, è una caccia spietata.
- TASKMASTER: Deve schierare quattro alleati con forza pari o superiore a 5 in luoghi diversi. Per farlo, dovrà addestrarli meticolosamente.
Come avrete capito, c’è molto da studiare. Non è il titolo che consiglierei a un neofita assoluto, ma ha una profondità che non disprezzo affatto.
IL TESORO DEL DRAGO
Per offrirvi una recensione completa, ecco alcuni dettagli tecnici:
- La Plancia: Ogni zona presenta simboli per azioni specifiche: guadagnare Potere, giocare carte, attivare abilità, iniziare scontri, spostare oggetti/alleati o scartare.
- Eventi: Una novità assoluta. Sono carte Fato che influenzano tutti i giocatori (o singoli domini) finché non vengono risolte tramite il sacrificio di Alleati.
- Difficoltà modulabile: Il gioco offre tre modalità: Onnipotente (senza eventi, per neofiti), Ineluttabile (standard) e Immortale (per esperti, con eventi più punitivi).
L’OMBRA DEL DRAGO
Sarò breve: ho amato l’aumento di spessore tattico, ma il gioco soffre di un peccato originale: l’Alea. La casualità del mazzo Fato condiviso può essere snervante. Sebbene lo trovi un passo avanti rispetto al predecessore, l’impossibilità di controbattere a certe pescate sfortunate può minare l’esperienza. Mentre io trovo appagante “l’impegno intellettivo”, molti giocatori trovano frustrante essere messi fuori gioco dal caso piuttosto che dagli avversari.
LE SCAGLIE DEL DRAGO (Il Voto)
6/10. L’ambientazione è ottima e il feeling Marvel si sente tutto. Tuttavia, sebbene cresca la profondità tattica, cala la qualità dei componenti (la plastica non regge il confronto con la resina) e il senso di esplorazione. È un buon gioco da tavolo, ma manca l’effetto “wow”. Pareggia il voto del set base, ma per motivi diversi.
IL VERDETTO DEL DRAGO
- Consigliato: A chi ama il Multiverso Marvel e cerca una sfida più complessa rispetto al Disney.
- Sconsigliato: A chi cerca un party game leggero o detesta la casualità frustrante.
- Personale: Vale l’investimento, forse meno il tempo che richiede per essere padroneggiato, ma rimango un fan della saga.


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