Benvenuti, Draghetti e Dragonesse. Prendete posto e accomodatevi. Le Cronache dei Draghi è lieta di presentare questo speciale dedicato al Lucca Comics and Games. Per chi non lo sapesse, è proprio a Lucca che nasce la prima manifestazione di comics in Italia, nel 1966, come “Mostra Mercato Internazionale dei Comics”, in un sotterraneo delle Mura di Lucca. (Chiedendo a qualche lucchese, si fa riferimento alla palestra della città a nord del Games e vicino al cimitero, affermando che lì “ci si scambiava fumetti, si acquistavano figurine e ci si informava sulle nuove uscite”). A me queste storie piacciono entrambe e ve le riporto insieme.

La svolta importante è nel 1995, quando si accorpano ai Comics anche i Games (e quindi i giochi da tavolo e di console) e che, da una decina d’anni a questa parte, è reputata la prima manifestazione del settore in Europa e la seconda mondiale dopo Tokyo (cioè San Diego, spostati, ma mettimi un comic da parte nel frattempo, per piacere).

Piccola precisazione: da qualche anno a questa parte a Lucca si assegnano i principali premi italiani per i giochi da tavolo, di ruolo e di molte altre categorie (librogame, manga, ecc.), ma il premio europeo più desiderato resta quello tedesco, dato ad Essen, seguito (purtroppo e per ora) da quello di Cannes, in Francia. Però sono lieto che si stia creando una possibilità per gli autori italiani (e non) che partecipano al Lucca Comics e che a volte ci siano i piccoli colpi di genio e soddisfazione che ci piace sentire ed avere. Uno di questi è sicuramente questo premio; un altro è l’ormai fisso appuntamento con la finale nazionale dei Campionati Italiani di League of Legends e dell’arena dedicata al mondo del gaming su PC.

Spero in un ritorno di fiamma per quegli anni che riempivano il Games di console con giochi di prova di ogni tipo e di quegli stand gratuiti per provare PC da gaming e giochi da tavolo (ci sono, ma ti dirò come vorrei modificarli).

Ma veniamo al dunque, al motivo per cui scrivo questo articolo e per riconoscenza all’impostore che siede al suo posto, ehm… scusami, errore tecnico di flusso di pensiero (non è vero, è una citazione ma lo penso davvero, concedimi argomenti esplicativi al riguardo). Ti parlerò del mio Lucca Comics e lo farò in una nuova chiave, da me pensata per qualcosa di particolare, come uno speciale di Lucca Comics può offrire: intervistando il solo e unico (partecipante a illimitati Lucca Comics e stra-amante del genere) Phoenix.

  • Intervistatore Flame (identificato tramite la D di Dominio).
  • Intervistato Phoenix (che identificherò come V da ora in poi nei passaggi e come Volontà di Verità Vorace attraverso Verdetti Veri).
  • Voce Fuori Luogo (ehm, volevo dire Campo), della Coscienza e di Zhì Lóng il Drago Saggio, Giallo e coccoloso (lettera C).

Domanda 1) D: Buongiorno e benvenuto. Grazie di essere qui con me. Direi di cominciare con la grande domanda: cosa ti ha spinto ad andare a Lucca Comics e qual è la cosa che ti aspettavi maggiormente come “effetto WOW”?

Risposta 1) V: Ho sempre amato gli anime e i manga, in particolare Pokémon. Sin da ragazzo seguivo (da lontano e senza internet) eventi, desideravo i Pokémon speciali ottenibili solo tramite specifiche manifestazioni (Mirabilandia + rilascio di codici appositi). Ho sempre seguito Bim Bum Bam e autori quali Cristina D’Avena e Giorgio Vanni. Quando, verso i 16-19 anni, ho visto che c’era una manifestazione che si vociferava in giro fosse già la migliore in Europa (non saprei dire se al tempo fosse vero o meno), che riguardava anime, manga e giochi e che ci sarebbero stati concerti gratuiti sulle Mura, non ho esitato un attimo. È molto comodo che l’evento sia sempre fissato durante il ponte dei morti, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre; in questo modo è sempre possibile parteciparvi, a volte con pochi giorni di ferie, per farselo tutto. Quindi, anche quando è iniziato il lavoro, sono riuscito ad esserci spesso. Ottima idea, ragazzi.

Domanda 2) D: Ricordi la tua prima volta a Lucca? Che impressioni hai avuto?

Risposta 2) V: La descriverei in una parola: magia. Magia e smarrimento, ahah (ride, solo lui sa perché). Era tutto grande, bello, dislocato, tematico, interessante e immenso. Non sapevo dove andare e come, ma sapevo di doverci andare presto ed in fretta, perché “chi prima arriva meglio alloggia” e magari c’erano posti e orari prefissati. Ti parlo di quando il biglietto si faceva solo in stazione e (se c’era) il depliant dell’evento era puramente cartaceo, e così dettagliato e fitto di eventi che manco nell’esercito con gli orari per marcia e sveglia riuscivi a fare tutto, ahah. Con l’esperienza si migliora, si ottimizza e si abbrevia, anche se ricordo tutto con molto piacere, quello che ricordo, ahahah (V: “Devi lasciare il passato, nel tuo didietro”, C: “Ehm no, devi lasciare il passato dietro di te”).

Domanda 3) D: Quante edizioni di Lucca Comics hai frequentato finora?

Risposta 3) V: Boh, domanda di riserva? Non chiedere ad un pesce rosso di che colore sia, ahahah. Parecchie, non so dare un numero ma posso dire questo: un po’ di magia si è persa. Nei primi Lucca Comics era pieno di negozi affittati e tematizzati a sfondo manga, anime e serie TV, di tanti ragazzi che mettevano i banchetti, anche improvvisati, sulle Mura, di straforo al Games, fatti di semplici cassette posate sulla nuda terra o di scambi tra raccoglitori di Magic. Quello sicuramente manca.

Domanda 4) D: Vai ogni anno come visitatore, ospite, espositore o altro ruolo?

Risposta 4) V: Sono sempre andato come visitatore, ma spero proprio attraverso Le Cronache dei Draghi, il nostro sito ed il riconoscimento del nostro lavoro, di poterci essere un giorno come ospite e, magari perché no, prima o poi anche come espositore. Del resto amo i giochi da tavolo, perché non essere invitato a parteciparvi o addirittura venderli?

D: E cosa ti piacerebbe fare come ospite e/o espositore allora? V: Sicuramente partecipare, commentare e, perché no, in futuro organizzare tornei di giochi da tavolo. Mi è anche sempre piaciuta l’idea di avere un negozio tematico per cosplayer e/o amanti di giochi da tavolo e accessori/gadget per anime, manga, fantasy e cosplay.

D: E allora ne approfitto anche per chiederti: hai mai fatto cosplay durante il Lucca Comics? E se sì, quali personaggi hai interpretato? V: Sì, all’inizio ero molto restio perché sono severissimo. Il mio personaggio doveva avere fisionomia, sesso, proporzioni, colori e accessori pari o meglio di quelle del manga/anime/gioco a cui si ispirava. Poi, capendo che era impossibile e spinto da cieco amore per alcuni personaggi, ho cercato di fare del mio meglio, ma senza dimenticare di godermela e divertirmi. È sicuramente quello che mi sento di raccomandare a chi sta leggendo e a tutti i ragazzi che vorrebbero provarci o che hanno timore nel possibile errore: intanto tentate, poi si vede, nel mezzo è il viaggio a essere di per sé divertente.

Domanda 5) D: “Rimaniamo in tema cosplay, perché mi piace questa piega che stiamo prendendo”: c’è un cosplay a cui sei particolarmente affezionato? E se sì, perché?

Risposta 5) V: Ho due risposte. Da una parte il primo: ho voluto tentare un difficilissimo Itachi di Naruto Shippuden perché lo sentivo molto legato a me. È un personaggio secondo me sottovalutatissimo dell’anime, importantissimo per la storia ma soprattutto abbastanza misterioso da permettere a chi segue la trama di poter immaginare le sue ragioni, ma non saperle fino in fondo. Mentre il mio preferito, e al momento quello che mi è uscito meglio, è sicuramente Ichigo di Bleach in versione malvagia (quindi controllato dall’Hollow). Mi è molto piaciuta l’evoluzione umana del personaggio, il sacrificio per accrescere la propria consapevolezza e quella di chi gli sta attorno, la lotta agli stereotipi, ma senza dimenticare l’amicizia, l’affetto e le persone che gli sono sempre attorno.

Domanda 6) D: Ne approfitto per chiederti in aggiunta, allora: “Hai mai partecipato a sfilate o contest cosplay lì?” E come ti prepari per il cosplay in vista dell’evento?

Risposta 6) V: No, non ho mai troppo amato le competizioni in generale. Ho sempre fatto le cose per me, per la mia personale soddisfazione e interesse. E vale anche in ambiti molto lontani dal cosplay: faccio perché voglio e non perché devo, altrimenti non mi diverte e non c’è gusto. Ma voglio comunque rispondere alla seconda domanda: “Sicuramente cerco di studiare il personaggio, con particolare riguardo ai suoi accessori e artefatti. Poi magari (questo in base a budget, tempo ed energie/piacere) cerco su vari siti e contatti come sia possibile realizzarlo il più fedelmente possibile e quanto di quello che il personaggio porta con sé sia acquistabile o realizzabile (armi, borse, artefatti, gadget, cose così). Sicuramente consiglio con piacere di spendere anche poco del proprio tempo alla ricerca delle lenti colorate giuste, volte a trasmettere lo stato d’animo (o il potere oculare o il colore o la forma) che più si adatta al nostro personaggio scelto e al momento in cui noi abbiamo deciso di rappresentarlo (triste, combattivo, affranto, deluso, colpevole, vendicativo, ecc.). Quello a me piace un botto farlo, ahahah.”

[C: Ero lì 3000 anni fa. Ero lì quando Isildur prese l’anello. Ero lì il giorno in cui la forza degli Uomini venne meno e Phoenix era al sesto stand di vendita di lenti colorate, volto a scegliere tra verde acqua pastello, un verde uguale ma diverso e la sua dignità].

Domanda 7) D: Cosa ti spinge a tornare ogni anno?

Risposta 7) V: All’inizio sicuramente l’amore per gli anime, i giochi da tavolo, il cosplay, le console e le innovazioni. Lucca Comics è sempre stato teatro di “release” anticipati; era consuetudine permettere di provare a titolo gratuito (a volte con qualche euro) nuovi visori di VR, nuovi giochi ancora non usciti sul mercato italiano, nuove proiezioni di film che ancora non erano in sala e molto altro. Uno dei punti forti è sicuramente la partecipazione annuale e disomogenea di grandissimi artisti provenienti da tutto il mondo, che coprono tantissimi ambiti del mondo anime, manga, games e cosplay.

Domanda 8) D: Qual è stato il momento più memorabile a Lucca Comics?

Risposta 8) V: Direi che il primo Lucca in assoluto non si dimentica mai, specialmente la folla, il non sapere la strada, il rimanere delusi dal non poter partecipare a qualsiasi cosa sia gratis, innovativa e di proprio interesse. Ma lo dico con affetto, si impara anche migliorando se stessi: sono passato da un giorno a padiglione, incapace di uscire o riorientarmi, a girare Lucca a piedi senza cartina o orari, molto più interessante e gradevole. Del resto per metà Lucca è una giornata come un’altra (anche nei prezzi) e già la città di per sé offre bellissimi scorci ed eventi o luoghi veramente notevoli (già solo le Mura).

Domanda 9) D: Hai incontrato artisti, doppiatori o autori che ti hanno colpito?

Risposta 9) V: Sì, come puoi immaginare, a volte cercati, a volte scoperti, altre volte senza senso, ma sempre in maniera simpatica e gradevole. E se ti stai chiedendo in che senso “senza senso”, ti dico solo che trovai Cydonia seduto in Autogrill in strada verso Lucca, o uno Scottecs selvatico quando non era ancora famoso come oggi, alla volta della vendita del suo gioco PC in uno stand circolare dentro il Games senza nessun tipo di avviso, cartello o altro. Fu divertentissimo. Non li disturbai, non avrei gradito al loro posto essere preso d’assalto da un estraneo gaudente e saltelloso, ma apprezzai la simpatia con cui intrattenevano le persone vicino ai loro tavoli. Spero tanto si torni a questo, molto più di come è ora.

D: E perché, “Cosa è cambiato e com’è ora?” V: Purtroppo molto più volto ai numeri, al commercio e all’organizzazione, che se funzionasse sarebbe pure simpatica come cosa, ma a me sembra ogni anno peggio. Si è passati da tutto aperto, gratis e “senza posto” (ovviamente era necessario il braccialetto quasi per tutto, sia chiaro) a eventi con coupon da ritirare solo la mattina stessa dell’evento, dati in numero limitato (neanche relativo ai posti), magari in strutture più lontane di quelle che potevano essere prese in affitto all’interno di Lucca stessa o attrezzate sulle Mura o fuori (vedi il Games o dov’era prima il padiglione concerti, ed adesso). Anche gli artisti e alcuni eventi, prima erano gratis e all’interno del Comics o dello stand più affine, adesso sono in un palazzetto microscopico, in numero limitato e magari anche ad ulteriore pagamento. Sono scomparsi i negozietti dentro Lucca (non ho capito se per l’aumento dei costi o per volontà del comune o dell’organizzazione) e moltissimi eventi (alcuni dei quali non più gratuiti o con “giochi di gruppo”) sono stati spostati, eliminati o rilegati a determinati orari o posti (vedi il mini padiglione di console poi diventato Samsung Arena a pagamento, poi scomparso e poi quest’anno boh?).

Ultima Domanda) D: Quali padiglioni o aree ti piacciono di più (fumetti, games, japan town, ecc.)?

Risposta 10) V: Essendo un adoratore di giochi da tavolo risponderei senza dubbio il Games. Sono anche contento che la parte giochi da tavolo, editori, eventi e presentazioni si sia allargata, gli sia stato dato maggiore risalto e che da qualche anno a questa parte ci siano molti più tavoli e addirittura premi ed eventi ad hoc. Con tanto di “prove su strada” ed incontri con autori ed illustratori. Menzione a parte va fatta al vecchio Japan Town (all’interno di Lucca e vicino al centro e alla Villa Bottini) che inizialmente era tutto un grande marasma di gadget, eventi, negozietti e stand di case di giochi volti a presentare la loro ultima novità. Era divertentissimo uscirne vivi e non potrei essere più contento che venisse vissuto così, spero torni com’era (magari con più spazio tra i singoli tavoli, ahah).

Concludo dicendo questo: anche se forse un po’ della magia di Lucca Comics si è persa e si pensa più ai numeri che all’esperienza empatica, consiglierei sicuramente a tutti di andare a Lucca Comics almeno una volta nella vita. Possibilmente per almeno 3 giorni e di girare con curiosa avidità gli stand del Games, di Japan Town e quelli del centro città (a seconda dell’anno ed interesse ci sono vari publisher e/o giochi ed eventi). Se avete piacere nell’incontrare i vostri autori preferiti, farvi autografare delle carte o comprare gadget unici, dedicati o limitati, Lucca è il posto giusto. E non dimenticatevi dei mercatini vintage e di possibili scambi e chiacchierate con autori, coetanei, amanti del genere e di tutto il mondo che ruota attorno al Lucca Comics. È sempre divertente scambiarsi un parere con qualcuno che apprezza un interesse in comune. Se poi amate la ricerca di accessori per cosplay, le loro parate, eventi programmati e dedicati, Lucca è decisamente per voi.

Le Cronache dei Draghi ringrazia e auspica che abbiate trovato piacevole la lettura e magari un aiuto nelle risposte date per un Lucca Comics più piacevole, o per risolvere l’antico arcano: V: “Ma avrò chiuso la macchina?” C: Scusatelo, è ancora cucciolo, dentro però, nel profondo, più o meno nell’area tra pericardio e sacca per il mana.

Le Cronache dei Draghi 

Flame, il Drago Rosso, la  Fiamma Eterna

Sunrise, Dragonessa dell’Alba 

Phoenix il Drago Blu, Fiammeggiante Artico Zhì Lóng, L’Erudito Saggio e Drago Giallo

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Frase del MESE

“È vero Mew, io e te siamo esseri viventi. Solo ora capisco che il modo in cui si viene al mondo è irrilevante. È quello che fai del dono della vita che stabilisce chi sei.”

~ Mewtwo (Pokémon il film – Mewtwo contro Mew)

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